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Ricamare un’icona con perline: tradizioni, consigli, cornice

Ricamare un’icona con perline: tradizioni, consigli, cornice

Un’icona con perline si ricama con lo stesso punto monastero di qualsiasi altro soggetto, ma qui l’ordine di lavoro conta. Qui sotto trovi da dove iniziare, in che sequenza ricamare le vesti, come scegliere l’icona del santo del nome e come si incornicia il lavoro finito.

Da dove iniziare

Un kit per ricamare un’icona con perline contiene una tela d’artista con il disegno stampato a colori, perline ceche Preciosa, aghi per il ricamo con perline e un foglio di istruzioni con le indicazioni per la rifinitura. Non devi tenere uno schema davanti a te sullo schermo o su carta: l’immagine è stampata direttamente sulla tela e ogni perlina va sul proprio segno.

Prima del primo punto conviene fare tre cose.

  • Osserva la tela alla luce del giorno e individua il confine tra le zone da ricamare con perline e quelle che restano stampate.
  • Monta la tela su un telaio da ricamo o su un telaio rigido. Un’icona è fatta soprattutto di ampie superfici uniformi di vesti e sfondo, e su di esse si vede ogni irregolarità della tensione.
  • Dividi le perline in una scatola a scomparti e segna subito i numeri dei colori. Nelle icone le tonalità sono vicine tra loro: oro, ocra e beige caldo sono difficili da distinguere in un mucchio sul tavolo.

Nei kit Abris Art il volto e le mani restano stampati sulla tela: non si ricoprono di perline. Le perline coprono le vesti, l’aureola, l’ornamento e lo sfondo. Per questo i lineamenti restano regolari e sereni, indipendentemente dalla precisione con cui sono state posate le piccole tonalità, e il lavoro è alla portata di chi ricama per la prima volta.

In che ordine ricamare

La regola generale è dal più impegnativo al più semplice. Le zone più piccole e più esigenti si fanno con la mano fresca, mentre le ampie superfici uniformi si lasciano per la fine, quando il movimento ha preso il ritmo.

  1. I piccoli dettagli accanto al volto: capelli, bordature, colletto, ornamenti fini. È qui che si concentrano più cambi di colore sulla superficie più piccola.
  2. Le vesti. Segui la direzione delle pieghe invece di procedere meccanicamente per file: così i passaggi di tono si leggono in modo più naturale.
  3. L’aureola e gli elementi dorati. Le perline rivestite conviene posarle per zone continue, perché la lucentezza resti uniforme.
  4. Lo sfondo. La superficie più ampia e la parte più semplice; è comodo finirla ascoltando qualcosa.

Il punto in sé è il punto monastero: una sola diagonale, come il punto inferiore di una croce. La perlina si posa inclinata, e il requisito principale è uno: l’inclinazione deve essere la stessa in tutto il lavoro. Così le perline riflettono la luce in modo uniforme e la zona ricamata appare compatta, senza effetto chiazzato.

  • Mantieni uniforme la tensione: la perlina deve stare aderente, ma la tela sotto non deve arricciarsi.
  • Evita i passaggi lunghi sul rovescio: passa alla zona successiva dello stesso colore solo se è vicina.
  • Ogni tanto guarda il lavoro controluce: una perlina dimenticata si vede subito, mentre qualche fila dopo è scomodo aggiungerla.
  • Tieni il filo di lavoro non più lungo di 50–60 cm: un filo lungo si consuma contro i bordi delle perline.

Come scegliere l’icona del santo del nome

Per tradizione l’icona del santo del nome si sceglie in base al santo di cui una persona porta il nome. I kit del catalogo hanno titoli corrispondenti, quindi la ricerca di solito si riduce a digitare il nome e vedere quali soggetti esistono.

Alcuni aspetti pratici da sapere in anticipo:

  • la forma quotidiana e quella ecclesiastica di un nome possono essere diverse: Oksana corrisponde a Xenia, Hanna ad Anna, Yurii a Giorgio, Svitlana a Fotina;
  • a un nome possono corrispondere più santi, e i soggetti cambiano di conseguenza;
  • se non c’è una corrispondenza esatta, le famiglie si regolano in modi diversi: c’è chi sceglie un nome simile e chi chiede al proprio sacerdote;
  • spesso un’icona si ricama per un battesimo, un onomastico o un matrimonio, e allora conviene verificare in anticipo quale nome è stato registrato al battesimo: non sempre coincide con quello del documento d’identità.

È una decisione personale, e non è il caso di suggerirla dall’esterno. La parte pratica che dipende da te è conoscere il nome per tempo e mettere in conto il lavoro: un’icona grande non si ricama in una sera.

Icone grandi del santo del nome e mini icone: la differenza

La differenza non sta solo nelle dimensioni della tela.

ConfrontoIcone grandi del santo del nomeMini icone del santo del nome
Superficie ricamataAmpia, con sfondo e ornamento abbondantiPiccola, con sfondo compatto
Dettaglio delle vestiPieghe, ornamento, più tonalità dello stesso coloreSemplificato, meno passaggi
Tempo di lavoroUn progetto più lungo, di solito portato avanti per diverse settimanePiù breve, spesso la prima icona di chi ricama
RifinituraUna cornice, a volte una tecaUna cornicetta, un supporto, una mensola
Ruolo tipicoUn’icona di casa appesa alla pareteUn regalo, un formato da viaggio

Dimensioni esatte, numero di colori delle perline e livello di difficoltà sono indicati nella pagina di ogni kit, sia nella sezione delle icone grandi del santo del nome sia in quella delle mini icone del santo del nome. Se è la tua prima icona, iniziare da una mini è la scelta più tranquilla: la tecnica è la stessa e il risultato arriva prima.

Come si incornicia e dove si colloca l’icona finita

La tela finita non si lava. La polvere si toglie dalle perline con un pennello morbido e asciutto o con un getto d’aria fresca dell’asciugacapelli tenuto a distanza. Se sulla tela restano impronte di dita, si eliminano con delicatezza con un panno appena umido sulle zone non ricamate, senza toccare la stampa.

Poi i passaggi sono tre.

  1. La tensione. La tela si tende su un cartoncino rigido o su un telaio in legno, in modo uniforme, lavorando alternativamente da lati opposti. Uno storto introdotto in questa fase poi non si corregge più.
  2. La cornice. Il ricamo con perline richiede una cornice profonda. Se il lavoro va sotto vetro, serve un distanziatore: un vetro appoggiato appiattisce le perline e ne spegne la lucentezza.
  3. La teca. Il modo tradizionale di rifinire un’icona è una teca in legno con anta a vetri, realizzata su misura per le dimensioni del lavoro finito.

Quanto alla collocazione: di solito un’icona si appoggia o si appende dove non arriva la luce diretta del sole e dove non ci sono fonti di umidità o di calore vicine: non sopra un termosifone, non sopra i fornelli, non in bagno. Sono semplici considerazioni di conservazione: il sole sbiadisce i fili e il rivestimento delle perline, e gli sbalzi di umidità deformano il cartoncino e il telaio. Tutto il resto è questione di tradizione familiare, e si decide a casa, non in un foglio di istruzioni.

Domande frequenti

Perché il volto non si ricama con le perline?

Perché nei kit Abris Art il volto e le mani restano stampati sulla tela. I volti e le parti scoperte delle mani sono stampati in modo artistico, con passaggi delicati che le perline non possono riprodurre: una perlina è un unico colore pieno. Le perline coprono le vesti, l’aureola, l’ornamento e lo sfondo.

Da quale zona iniziare un’icona?

Dai piccoli dettagli accanto al volto, lasciando lo sfondo per ultimo. Le zone piccole con frequenti cambi di colore richiedono più attenzione ed è più facile farle all’inizio, quando l’occhio è fresco. Le ampie superfici uniformi dello sfondo chiedono un ritmo regolare più che concentrazione.

Con quale punto si ricamano le icone con perline?

Con il punto monastero: una sola diagonale, come il punto inferiore di una croce. Tutte le perline si posano con la stessa inclinazione, così la zona ricamata appare uniforme e riflette la luce in modo coerente. Se mescoli le direzioni, con la luce laterale il lavoro comincia a sembrare chiazzato.

E se il nome non è nell’elenco delle icone del santo del nome?

Controlla la forma ecclesiastica del nome: è così che sono intitolati i kit. Oksana nel calendario liturgico compare come Xenia, Svitlana come Fotina, Yurii come Giorgio. Se ancora non c’è corrispondenza, diventa una decisione di famiglia, non una questione di catalogo.

Un’icona con perline si può incorniciare sotto vetro?

Sì, ma solo con uno spazio tra il vetro e la tela. Un vetro appoggiato schiaccia le perline, che perdono profondità e lucentezza, e il filo si allunga sotto la pressione costante. Un profilo distanziatore costa poco in un laboratorio di cornici e la differenza si vede subito.

Quanto tempo ci vuole per ricamare un’icona?

Dipende dalla superficie ricamata: una mini icona richiede qualche sera, una grande diverse settimane al ritmo di un’ora o due alla volta. Puoi stimarlo con più precisione così: conta quante perline posi in mezz’ora e dividi per questo numero il totale di perline indicato nella descrizione del kit.

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