Nel ricamo con perline è il punto a decidere come si posa ogni perlina, come si comporta la superficie alla luce e quanto filo consumi. Ecco i quattro punti che incontrerai più spesso: il punto monastero, il punto a nastro, il punto ad arco e il punto verticale.
Cosa cambia davvero il punto
Una perlina non è un puntino di colore, ma un piccolo corpo di vetro tridimensionale con un foro. Il percorso del filo decide quattro cose contemporaneamente.
- Inclinazione. Una perlina può posarsi sulla diagonale di una casella, stare dritta o seguire una linea disegnata. L’inclinazione cattura la luce: una superficie in diagonale brilla di sbieco, una verticale risplende in modo uniforme.
- Densità. A parità di perline, il punto cambia quanto strettamente si toccano l’una accanto all’altra.
- Deformazione della tela. I punti con passaggi lunghi sul rovescio tirano di più il supporto.
- Consumo di filo. Sulla stessa superficie la differenza tra un punto e l’altro arriva a una volta e mezza.
Non è sempre una questione di gusto: uno schema stampato su tela a caselle è già pensato per un punto preciso.
Il punto monastero
È il punto più diffuso nei kit su tela d’artista ed è quello da cui iniziano tutti. In sostanza è un mezzo punto croce con sopra una perlina.
L’ago esce nell’angolo inferiore sinistro di una casella, si infila una perlina e l’ago rientra nell’angolo superiore destro della stessa casella. Sul rovescio passa all’angolo inferiore sinistro della casella successiva, e così via lungo la fila. Sul rovescio si vedono brevi punti verticali o orizzontali, a seconda della direzione della fila.
Perché i kit sono pensati per questo punto
Il punto monastero corrisponde a una casella senza ambiguità: una perlina, una casella dello schema, quasi nessuna possibilità di sbagliare. Dà la stessa inclinazione su tutta la superficie, così una grande area di perline si legge come un insieme unico e non come una serie di frammenti. Il rovescio è economico e la tecnica si impara nel giro di una decina di file. Gli schemi dei kit ricamo con perline sono disegnati proprio per questo punto.
A cosa fare attenzione
L’inclinazione deve essere identica in tutto il lavoro, dalla prima all’ultima perlina. Se una parte pende da un lato e un’altra dall’altro, con la luce radente compare una cucitura evidente, e l’unico rimedio è scucire. Quindi scegli la direzione all’inizio e annotala per te: per esempio «dal basso a sinistra verso l’alto a destra».
Il punto a nastro
È lo stesso punto in diagonale, ma le file procedono in diagonale anziché in orizzontale: lavori una traccia a 45°, poi la successiva subito accanto, in direzione opposta.
Il vantaggio è che la tensione si distribuisce in modo più uniforme sulle due direzioni del supporto, quindi la tela si deforma meno. Sulle grandi superfici di un solo colore, come il cielo, lo sfondo di un’icona o l’acqua, il punto a nastro riduce sensibilmente l’ondulazione. C’è un prezzo: contare le caselle in diagonale è più difficile, e sui piccoli dettagli con frequenti cambi di colore questo punto è d’intralcio. Di solito lo si usa per gli sfondi, mentre i dettagli si completano a punto monastero.
Il punto ad arco
Qui su un solo punto vanno più perline, di solito da tre a cinque, che si dispongono ad arco e poi si fissano con punti di fermatura perché l’arco non si afflosci. Le perline seguono la linea che stai disegnando, non le caselle.
Non è un punto per schemi a griglia, ma per il ricamo libero: contorni, rami, scritte, decorazioni dei bordi, ricamo con perline su abiti e accessori. Dà una linea viva e flessibile che le caselle non possono ottenere, ma richiede controllo: senza fermature l’arco si solleva dal tessuto e si impiglia. Per riempire fittamente grandi superfici il punto ad arco non è adatto.
Il punto verticale
La perlina si fissa con un punto verticale e resta dritta, con il foro dal basso verso l’alto. Le file procedono in orizzontale, le perline di una fila si toccano l’una accanto all’altra e le file si sovrappongono come i mattoni di un muro.
La superficie risulta più piatta e più fine nel disegno rispetto al punto monastero, e la lucentezza è più tranquilla perché tutte le perline sono rivolte dalla stessa parte. Questo punto è adatto ai piccoli dettagli, ai passaggi di colore delicati e al lavoro con le microperline, compresi i kit con microperline, dove la perlina è grande la metà e l’inclinazione quasi non si nota. Il prezzo è un maggiore consumo di filo e un ritmo più lento.
Confronto tra i punti
| Punto | Perline per punto | Come si posa la perlina | Dove usarlo | Consumo di filo | Difficoltà |
|---|---|---|---|---|---|
| Monastero | 1 | Sulla diagonale della casella, inclinazione costante | Schemi stampati, qualsiasi soggetto, tutto il lavoro | Moderato | Bassa |
| A nastro | 1 | In diagonale, file a 45° | Grandi sfondi a tinta unita, fondi delle icone, cielo, acqua | Moderato | Media |
| Ad arco | 3–5 | Ad arco lungo una linea, fuori dalle caselle | Contorni, scritte, ricamo su abiti e bijoux | Basso | Media |
| Verticale | 1 | Dritta, file sovrapposte come mattoni | Dettagli fini, microperline, bijoux | Alto | Media |
Come mantenere inclinazione e densità
- Decidi la direzione del punto prima della prima perlina e mantienila per tutto il lavoro, anche se lo riprendi dopo un mese.
- Controlla l’inclinazione ogni dieci perline e alla fine di ogni fila. Una sola perlina girata si vede anche da lontano.
- Non cambiare punto a metà di una zona uniforme. Se lo sfondo è a nastro e un dettaglio a punto monastero, il confine deve coincidere con un confine di colore o di forma, non cadere a caso.
- Mantieni costante la tensione. Una leggera differenza nel tirare il filo crea fasce di densità diversa, che si notano soprattutto su un fondo a tinta unita.
- Assicurati che il filo non sia troppo spesso per il foro: una perlina stretta sul filo si gira ed esce dalla linea.
Si possono combinare più punti in un solo lavoro?
Sì, ed è proprio quello che fa chi ha esperienza: a nastro per lo sfondo, monastero per i dettagli fini, verticale per singoli accenti. La regola è una sola: il passaggio da un punto all’altro deve coincidere con un confine logico dell’immagine. Un confine che attraversa un fondo uniforme attira più attenzione di qualsiasi vantaggio porti il cambio di tecnica. Per il primo lavoro è più semplice ricamare tutto a punto monastero e lasciare gli esperimenti al secondo o al terzo. Per queste prove sono comodi i formati piccoli dei mini kit: un errore costa una sera, non un mese.
Domande frequenti
Quale punto si usa nei kit Abris Art?
Il punto monastero. Lo schema stampato sulla tela d’artista è diviso in caselle dimensionate per una perlina su un punto in diagonale: questo è il punto monastero. Gli altri punti sono una tua scelta per zone particolari, non un sostituto della tecnica di base.
In cosa si differenzia il punto monastero dal mezzo punto croce con il filo?
Geometricamente è lo stesso: un punto in diagonale per casella. La differenza è che sul punto si posa una perlina, quindi il punto deve essere lungo esattamente quanto la perlina, né di più né di meno. Per questo nel ricamo con perline la tensione si controlla con più rigore che nel ricamo con il filo.
Perché il lavoro si deforma anche se uso un solo punto?
Di solito per una tensione irregolare e perché ogni punto tira il supporto nella stessa direzione. Il punto monastero ha per natura una diagonale tutta da un lato, quindi sulle grandi superfici il supporto a poco a poco si sposta. Aiutano tre cose: un telaio o un tamburo da ricamo, il punto a nastro sullo sfondo e delle pause durante le quali la tela resta in piano.
Quante perline si possono mettere su un solo punto?
Nel punto monastero, a nastro e verticale, esattamente una. Più perline alla volta si usano solo nel punto ad arco, e lì l’arco va fissato con punti di fermatura, altrimenti si affloscia e si impiglia.
Quale punto resiste meglio sugli abiti?
Quello ad arco e quello verticale. Lasciano meno punti lunghi sul rovescio e sopportano meglio un tessuto che si muove. Anche il punto monastero si usa sugli abiti, ma soprattutto su un supporto compatto e su piccole superfici. I soggetti pronti sono nella sezione ricamo con perline su tela per abiti.
Si può ricamare di nuovo una zona con un altro punto se non mi piace?
Sì, con attenzione. Il ricamo si scuce agganciando il filo sul rovescio con un sottile scucitore e togliendo le perline una alla volta: si possono riutilizzare. Poi la tela deve restare in piano per un giorno o due, così i fori dell’ago si richiudono. Rifare una zona più grande del palmo della mano raramente conviene: ricominciare con il kit successivo sarà più rapido e più pulito.