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Aghi, telai e fili per il ricamo con perline: come sceglierli

Aghi, telai e fili per il ricamo con perline: come sceglierli

Ago, filo e telaio da ricamo sono le tre cose che fanno filare liscio il ricamo con perline oppure lo trasformano in una lotta con i materiali. Qui sotto trovi quale misura di ago usare con quale misura di perline, in cosa un ago per perline si differenzia da uno da cucito, quali fili reggono il peso del vetro e quando un telaio da ricamo aiuta davvero invece di intralciare.

In cosa un ago per perline si differenzia da uno normale

La differenza principale è la cruna. In un ago da cucito la cruna è più larga del fusto: ingrossa l’ago proprio nel punto che deve passare attraverso la perlina. Per questo un ago da cucito entra nel foro con la punta e si blocca alla cruna. Un ago per perline ha lo stesso spessore per tutta la lunghezza, e la sua cruna è allungata e piatta nel piano dell’ago, così nel foro passano sia la punta sia la cruna con il filo.

La seconda differenza è l’elasticità. Gli aghi per perline sono sottili e decisamente più flessibili di quelli da cucito. Si piegano un po’ quando li fai scorrere sotto un tessuto teso, ed è un comportamento normale, non un difetto. Il rovescio della medaglia è che si spezzano più facilmente, soprattutto se tiri l’ago di lato o lo forzi in un foro stretto. Gli aghi per perline sono già inclusi nei kit Abris Art, ma averne uno o due di scorta ti salva una serata.

La terza differenza è la lunghezza. Gli aghi corti (circa 25–30 mm) sono più docili e più robusti, e sono comodi per cucire le perline una alla volta su una base compatta. Quelli lunghi (45–55 mm) servono per i lavori in cui si prendono più perline insieme: infilatura, bordure, montaggio di bijoux. Per il ricamo su tela d’artista di solito si sceglie un ago corto o medio.

Quale misura di ago per quale misura di perline

La regola è una sola ed è facile da ricordare: più alto è il numero, più sottile è l’ago. Per le perline vale lo stesso: più alto è il numero, più piccola è la perlina. Per questo i numeri di aghi e perline di solito sono vicini.

Misura delle perlineDiametro indicativo della perlinaMisura dell’ago
N. 6circa 4 mm10
N. 8circa 3 mm10–11
N. 10circa 2,3 mm11–12
N. 11circa 2,1 mm12
N. 13 (microperline)circa 1,6–1,8 mm13–15

La tabella è un riferimento, non una regola scolpita nella pietra. Guarda il lotto che hai davanti: le perline ceche hanno fori regolari, ma anche all’interno della stessa misura capita una perlina con il canale più stretto. Se l’ago passa a fatica, prendine uno di una misura più sottile: è proprio forzare che fa pungere le dita e incrinare le perline.

C’è un’altra considerazione di cui si parla poco. Nel ricamo su tela d’artista ogni perlina si cuce con un solo passaggio di filo, quindi puoi permetterti un ago di una misura più spesso: è più robusto e si piega meno. Ma appena il filo deve passare in una perlina due o tre volte (fissaggio di un bordo, montaggio di bijoux, infilatura), passa subito a un ago più sottile: il secondo passaggio deve restare libero.

Le microperline sono un discorso a parte

Le microperline Preciosa n. 13 sono grandi circa la metà delle classiche n. 10, e il foro è proporzionalmente più piccolo. Un ago n. 11 semplicemente non entra, e cercare di forzarlo finisce con un ago spezzato o una perlina incrinata. I kit con microperline includono già un ago della misura giusta: per questo non vanno «integrati» con gli aghi di un kit normale. Aggiungi una buona luce e, se serve, una lente d’ingrandimento: qui il tempo perso a cercare il foro supera quello del ricamo vero e proprio.

I fili: cosa tiene le perline

Il filo per il ricamo con perline lavora in condizioni difficili. Sfrega contro il bordo di vetro del foro, regge il peso della perlina e non deve allungarsi, altrimenti con il tempo le file si afflosciano. I requisiti quindi sono tre: resistenza alla rottura, resistenza all’abrasione e allungamento minimo.

  • I fili di poliestere rinforzati sono l’opzione di lavoro quotidiana. Sottili, resistenti, mantengono la forma e si annodano bene. Per le perline n. 10 è comodo uno spessore nominale 50.
  • I fili in nylon specifici per perline, piatti o tondi, sono i più resistenti all’abrasione. Sceglili per i bijoux e per i lavori in cui il filo passa più volte nella stessa perlina.
  • Il monofilo (filo di nylon) è trasparente, quindi non devi mai abbinare il colore. Ma è scivoloso: i nodi si allentano e con il tempo o con il freddo può diventare fragile. Sulle tele grandi si usa meno.
  • Il mouliné di cotone non è adatto per cucire le perline. È fatto di fibre ritorte che si separano e si consumano contro il bordo del vetro. Tieni il mouliné per il punto croce, che è il suo posto.

Abbina il colore del filo alla tela, non alle perline: è il filo che si vede tra una perlina e l’altra. Fanno eccezione le perline trasparenti e semitrasparenti, attraverso cui il filo si vede direttamente; lì abbina il filo alla perlina stessa.

Taglia non più di 40–60 cm alla volta. Un filo più lungo si attorciglia, si sfilaccia in punta e fa nodi più spesso: non ci guadagni infilando l’ago meno volte. Passarlo sulla cera d’api o su un condizionatore al silicone riduce sensibilmente la peluria e i nodi che si formano da soli. Fissa il filo non con un grosso nodo, ma con due o tre piccoli punti sul rovescio: un nodo grande si vede come un rilievo sotto la tela e intralcia il montaggio del lavoro.

Il telaio da ricamo: quando serve e quando no

Un telaio da ricamo fa una cosa sola: mantiene una tensione uniforme. Da questo dipende se le perline si posano in modo regolare e se la tela si ritira verso la fine del lavoro. Ma una tensione uniforme non è sempre necessaria.

Puoi lavorare senza telaio quando il lavoro è piccolo e la tela è compatta: calamite, portachiavi, biglietti, mini kit, piccoli talismani. Questi formati stanno comodi in mano, e un telaio in più rende solo più difficile girare il lavoro.

Conviene usare un telaio quando l’area da ricamare è più grande del palmo della mano, quando le file sono lunghe e continue, quando la tela è più sottile o quando noti che il bordo comincia ad arricciarsi. Su icone e quadri grandi la tensione decide tutto: senza, le perline si posano a onde, e lo si vede una volta incorniciato il lavoro.

  • I telai in plastica con vite tengono più saldamente, la tensione si regola e quasi non lasciano segni sulla tela.
  • I telai in legno costano meno ma tengono meno; avvolgere il cerchio interno con una sottile striscia di tessuto impedisce alla tela di scivolare.
  • I telai rettangolari e i supporti sono adatti ai lavori medi e grandi. La tela si tende una volta sola, entrambe le mani restano libere, e il lavoro procede sensibilmente più veloce.

Scegli una misura in cui l’area di lavoro entri tutta. Non stringere mai nel telaio una zona già ricamata con perline: le perline vengono premute nella tela, i fili si deformano e nel tessuto resta un segno. Per lo stesso motivo, togli il lavoro dal telaio ogni volta che lo metti da parte per un po’.

Portaaghi, infila-ago e scucitore

Sono le piccole cose che si comprano per ultime e poi ci si chiede come si facesse senza.

  • Un portaaghi, magnetico o con pagine di feltro. Gli aghi smettono di sparire nel divano, di restare sulla poltrona o di girare per casa. Se in casa ci sono bambini o animali non è una comodità ma una questione di sicurezza: conta gli aghi prima di una pausa e quando hai finito.
  • Un infila-ago è un sottile anello di metallo che fai passare nella cruna, ci appoggi il filo e lo tiri indietro. Per gli aghi per perline scegli gli infila-ago più sottili: quelli comuni, pensati per gli aghi da cucito, non entrano nella cruna di un n. 12.
  • Uno scucitore serve meno spesso che nel punto croce, ma quando una perlina è cucita nel posto sbagliato tagliare il filo con lo scucitore è molto più sicuro che lavorare con le forbici accanto alle file finite.

Li trovi tutti e tre nella sezione piccoli strumenti; aghi, fili per perline e telai da ricamo sono in vendita a parte.

Domande frequenti

Che ago serve per le perline n. 10?

Un ago n. 11 o n. 12. L’11 è più robusto e va bene quando il filo passa nella perlina una volta sola; il 12 è più sottile e serve dove i passaggi sono due o più. Se l’ago passa stretto, passa a uno più sottile invece di forzarlo.

Posso usare un normale ago da cucito per le perline?

Solo con perline grandi, n. 6 o n. 8. Un ago da cucito ha la cruna più larga del fusto, quindi non passa in una perlina più piccola. Dal n. 10 in giù serve un vero ago per perline con la cruna allungata.

Perché il mio ago si piega e si spezza?

Di solito perché lo forzi in un foro troppo stretto, oppure lo tiri di lato invece di guidarlo dritto. La flessibilità è voluta in un ago per perline; la rottura, invece, è quasi sempre il segnale che serve una misura più sottile.

Posso cucire le perline con il mouliné?

No, non è adatto. Il mouliné è fatto di fibre che si separano e si consumano contro il bordo tagliente di vetro del foro, quindi con il tempo il ricamo si indebolisce. Usa fili di poliestere rinforzati o di nylon e tieni il mouliné per il punto croce.

Serve un telaio da ricamo per un kit calamita?

No. I formati piccoli, come calamite, portachiavi, biglietti e mini kit, si lavorano comodamente in mano: la superficie è piccola e la tela è abbastanza compatta da non ritirarsi. Un telaio diventa utile più o meno dai lavori grandi come un palmo in su.

Quanto filo devo tagliare alla volta?

40–60 cm. Un pezzo più lungo si attorciglia, si sfilaccia e si ingarbuglia, e il tempo che risparmi infilando l’ago meno spesso è meno di quello che perdi a sciogliere i nodi.

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